Viola Sale in Cattedra in Cina!

In occasione della prima settimana della Cucina Italiana nel Mondo, Viola è stata protagonista di una Masterclass presso l’Università di Enologia più famosa e riconosciuta in Cina, la North West Agriculture and Forestry University.

Un’esperienza favolosa! Ecco alcuni scatti delle lezioni tenute dai Professori Alessio Fortunato e Denise Cosentino.

Shanghai & Art In The City… with Viola

Art In The City è l’innovativo progetto nato a Shanghai nel 2014 volto a dar luce alle nuove correnti artistiche cinesi attraverso incursioni, eventi, appening, mostre e show dislocati nella città, portando l’arte vicina ed in mezzo alle persone. Birra Viola è stata felice di far parte dell’iniziativa, lei per prima sensibile e sostenitrice di quel senso di bellezza che arriva alle persone rendendo i loro momenti, la loro quotidianità, la loro vita, migliore! Già da tempo scelta da molti locali e realtà di Shanghai, Birra Viola è ormai perfettamente integrata nella bellissima città cinese. Con Art In The City, Shanghai diventa un epicentro artistico-culturale, grazie anche al suo sistema in continua evoluzione fatto di musei, fondazioni, gallerie d’arte, e iniziative culturali. Una piattaforma integrata e in interazione con tutti i cittadini, a disposizione di tutti coloro che si sentono incuriositi da creatività ed innovazione.
Si tratta di un Festival in crescita, che viene proposto ogni anno. Vero e proprio lifestyle, in perfetto stile Viola.

http://artinthecity.cn

La normalità della follia

Una mostra fotografica intensa, che scava su luoghi dimenticati, case di accadimenti da non poter dimenticare:
– L’EX-SANATORIO DI MONTECATONE (1936-1990)
– DACHAU 1933-1945 – ARBEIT MACHT FREI

Viola ha sostenuto l’iniziativa.

Offesa al pudore, costrizione alla nudità, sovraffollamento, tortura, offesa, sperimentazione, umiliazione e spersonalizzazione, sono gli elementi che accomunano i luoghi.

L’orrore e la solitudine di sentirsi diversi e di non essere compresi; di essere diversi e di non essere accettati dalla società e dalle sue regole.
Il dolore e le grida delle persone che hanno soggiornato nelle strutture sono ancora percepibili attraverso l’energia restata tra le mura di codesti edifici, l’uno sottoposto al degrado del tempo e all’incuria, non accessibile al pubblico, l’altro, invece, visitabile, un luogo di commemorazione ed anche di apprendimento Memoriale di ciò che può causare l’influenza della mente. La mente è uno strumento molto potente quando è al servizio dell’essere umano, perché gli permette di creare e di fare grandi progetti, ma quando l’uomo si lascia usare dalla mente, la sua condizione diventa folle e patologica e ne diventa schiavo.

L’ex-sanatorio di Montecatone si trova a circa 5 km da Imola al centro di un grande parco. Fu costruito intorno agli anni ‘30 da Benito Mussolini per curare i malati di tubercolosi in un periodo nel quale il rischio di epidemia era elevato. Era costituito da tre Padiglioni: uno per i soldati, uno per gli uomini ed uno per le donne. Con gli anni cadde in disuso e venne in parte abbandonato. L’unico padiglione che ha resistito, fino ad oggi, ospita pazienti con lesioni alla spina dorsale. Le foto mostrano ciò che ne è del Padiglione “Paolini” ovvero di quella struttura che negli anni divenne il manicomio. Il degrado della struttura, chiusa nel 1990, è ben visibile: vecchie cartelle cliniche, flaconi di medicinali, letti e barelle, piatti sparsi sul pavimento.

Il Campo di concentramento di Dachau si trova a circa 16 km da Monaco di Baviera. Fu il primo campo di concentramento e fu costruito, su iniziativa di Heinri- ch Himmler, su una ex fabbrica di munizioni in disuso della prima guerra mondiale nel 1933. Servì da modello a tutti i campi di concentramento che ne seguirono, fu la scuola delle SS. Il motto con cui venivano istruiti i generali tedeschi era: “senza alcuna pietà, la tolleranza è sinonimo di debolezza”.

Il campo era in grado di ospitare circa 6000 detenuti. All’inizio i detenuti erano costretti ad un duro lavoro per il completamento del campo e dei lavori stradali intorno allo stesso, poi subirono la pena del “lager”.

I primi prigionieri furono politici, poi si aggiunsero i diversi che davano fastidio al sistema o costituivano una vergogna per la famiglia d’origine.

In entrambi solitudine e dolore, lacerazione dell’essere e indifferenza del mondo fuori, disperazione.
Un mondo dell’ego che è il rovescio del mondo d’Amore. Non giudichiamo, tornando indietro e rievocando, ma chiediamo insieme perdono.

Per liberarci dalla paura, è necessario farsi ricercatori d’Amore e non di colpe, farsi portatori di un nuovo pensiero che riconosce la supremazia della Luce al buio della mente.

Che l’Amore vinca il dolore!

Fotografie di Andrea Severi e Mirko Borghesi
Testi di Manuela Arrigoni

Viola in Stop Motion. La video trilogia

Con la pubblicazione di I’ll Choose Viola Part III si conclude la trilogia di video in Stop Motion creati dall’artista di origine tedesca Christoph Breme.

Ancora una volta Viola si lega e si fonde ad un progetto artistico unico nel suo genere, in grado di animare realmente le bottiglie di Birra Viola, restituendo loro l’anima viva che contraddistingue questo brand rappresentativo di uno stile di vita.

Guarda i Video:

I’ll Choose Viola Part III   

I’ll Choose Viola Part II     

I’ll Choose Viola Part I       

Viola nell’Arte con LEI, riflessione pittorica sulla donna a cura di Mauro Drudi

Una donna, mille volti, mille donne. LEI è VIOLA.

LEI è una riflessione pittorica sulla donna tramite 126 dipinti a cura dell’artista Mauro Drudi, una mostra dove Viola è la musa, ispirazione della mente, della fantasia e del sentimento che ha dato vita all’opera.

L’idea nasce da uno sguardo, quello dell’Annunziata di Antonello da Messina, dipinto nel 1476. Un piccolo e splendido dipinto a olio su tavola in cui la Vergine Maria, ritratta di tre quarti davanti a un libro aperto, si rivolge a un pubblico non visibile nel quadro. Un dipinto sfuggente, affascinante, enigmatico, profondo..

I tratti del bel volto sono netti, precisi, misurati tanto quanto la particolare espressione, severa ma dolce, vicina e lontana allo stesso tempo.

La utilizzazione POP è frutto di un lavoro di chiaroscuro a matita e stremizzato fino ad ottenere una linea netta che divide la luce dall’ombra e solo successivamente fotografato.

Ogni pezzo è un pezzo unico dipinto a mano o a stencil su tela, legni di vario tipo, metallo, vetroresina, carta, cartoncino, plastica.

C’è la rappresentazione della donna “negata”, cioè la donna che in molte parti del mondo non ha diritti, subisce soprusi… e c’è la donna “positiva”, cioè in linea di massima la donna occidentale, apparentemente tranquilla, felice, solare.

Lo sguardo dell’Annunziata però è sempre lo stesso, come a metterci in guardia dell’inganno delle apparenze, perché la felicità non si libera mai nell’ombra anche quando vive nella luce più tersa così come la sofferenza non è mai così truce anche quando trasuda da uno squarcio profondo.

Un lavoro profondo ed emozionante, proprio come la passione di Maurizio Arduini che ha portato alla realizzazione di Viola, una birra donna, che è uno stile di vita.