Maurizio Arduini: la mente e l’anima di Birra Viola

Maurizio Arduini Nel 2017, Birra Viola ha compiuto sette anni.

Il sette è un numero molto speciale non solo per la sua unicità nell’aritmetica ma perché, a memoria d’uomo, è sempre stato il numero più celebrato culturalmente.

Le meraviglie del mondo, i peccati capitali, le età dell’uomo, i pilastri della saggezza, i mari, i nani, i samurai, le mogli per i fratelli… sono tutti sette. Ancor oggi, il ritmo fondamentale della nostra vita è un ciclo di sette con i giorni della settimana. Una straordinarietà che richiama l’unicità di Viola, la Birra che essa stessa porta un nome dai molteplici significati, evoca sensazioni e mondi differenti, dal colore allo strumento musicale, dal nome di donna al fiore. Una molteplicità che si racchiude in una bottiglia, e che, stappandola, diventa uno stile di vita.

Viola è così, un prodotto unico nel suo genere, e proprio come accade per il numero sette, trasmette una particolare magia. Vogliamo ripercorrere con voi questi intensissimi sette anni, partendo dall’inizio e cioè andando a scoprire come è nato questo nettare dorato.

Per farlo abbiamo fatto una chiacchierata con il suo inventore, il padre a tutti gli effetti di Viola, Maurizio Arduini.

Maurizio Arduini

Maurizio è un creativo che nasce in una famiglia che da sempre lavora nel campo della distribuzione di bevande. Mosso dal desiderio di creare e dunque produrre qualcosa di nuovo, di suo, inizia a sviluppare l’idea di una nuova birra, un prodotto che si differenzi sul mercato, che abbia un suo stile ben preciso e che, al tempo stesso, nasca naturalmente da materie prime di qualità eccellente. Bene, pensato e… concretizzato! Nel 2010 nasce Birra Viola e Maurizio stesso ci racconta come è andata:

Serata inaugurale Viola, 2010.
Serata inaugurale Viola. Maurizio con la moglie Deborah, 2010.

“Ogni cosa che faccio amo farla sentendola a fondo, e pensare al nome che avrebbe avuto la birra da me prodotta non è stato facile; un po’ come dare il nome ad un figlio sentendosi investiti dalla responsabilità del fatto che quel nome dovrà indossarlo per tutta la vita. In tal caso inoltre andava valutato anche il lato commerciale. Alla base di tutto, però, c’è un grande affetto personale, una dedica che ho voluto fare a mio nonno Mario che se ne è andato quando avevo 15 anni. Mario era un romagnolo a tutti gli effetti, sanguigno, che amava il buon vino, il buon cibo, i motori e le belle donne. Negli ultimi periodi, quando guidava, si sentiva più sicuro se io ero al suo fianco, preferiva non guidare solo, e mi diceva spesso una frase, un’espressione tipica del nostro dialetto “Senti come va questa macchina qua…va come una viola!”.

Serata di inaugurazione Viola 2010
Serata inaugurale Viola

E’ partito tutto da qui, da questa espressione idiomatica tutta romagnola. Si tratta di una dedica che mi sta portando fortuna e che, ne sono convinto, mi sta aiutando molto. Mio nonno voleva certamente dire che quell’auto andava bene perché il suono del motore richiamava quello dello strumento musicale, perciò musica per le orecchie! Quindi per me, quando qualcosa va bene, va come una viola, ed ho sempre associato il nome Viola al concetto di eccellenza.

Poi, ho anche analizzato se il nome potesse avere un suo senso a livello commerciale e devo dire che, approfondendo, “Viola” ha iniziato ad affascinarmi sempre più, proprio perché non ha un solo significato ma può assumere molteplici forme ed evocare mondi differenti.”

La ricerca nella creazione di Viola si è sviluppata in modo appassionato e profondamente sentito da molti punti di vista. Oltre all’adorabile criterio adottato per la scelta del suo nome, è stato messo in atto un percorso di produzione in collaborazione con esperti mastri birrai di fama internazionale che hanno saputo dosare le migliori materie prime nell’ottenere le tre tipologie di Viola che oggi conosciamo bene: la bionda lager, la numerotre pale ale e la rossa red ale, oggi disponibili nella loro versione originaria da 75cl ed anche nella recente versione da 35.5cl.

Aroy Gourmet Show in Bangkok, 2015
Aroy Gourmet Show in Bangkok

Una menzione speciale va alla scelta della bottiglia prodotta appositamente, dalla forma inedita con una speciale cura estetica. Un prodotto dal carisma e dal gusto inconfondibili che si è guadagnato in poco tempo un importante spazio sul mercato italiano ed estero, conquistando, tra gli altri, paesi come la Cina, il Giappone, gli Stati Uniti, l’Inghilterra

E Viola non si ferma, il suo creatore Maurizio Arduini è con lei in continuo fermento, portando avanti in prima persona molteplici progetti, prediligendo i rapporti umani in una scelta di diffusione, condivisione e conquiste assolutamente empatiche. Maurizio è riuscito a trasmettere il suo animo ed il suo carisma a Viola che in tal modo ha assunto un’aura tutta speciale che fa star bene chi la sceglie, perché, come ormai è assodato, bere Viola non è scegliere solo una birra, è scegliere uno stile di vita.

Lamparino Cattolica 2015
L’Aperitivo con il Naso all’Insù , Cattolica

 

“Il consumatore di Viola è una persona che sa quello che vuole e che non ha bisogno di filtri virtuali per socializzare. E’ una persona che ama la convivialità prediligendo gli incontri veri come ai tempi durante i quali non esistevano i social network e ci si conosceva di persona. Ecco, mi piace pensare che Viola possa continuare a portare le persone ad incontrarsi per vivere del tempo insieme, un po’ come si faceva una volta. Fino ad ora sta accadendo, ed è meraviglioso! Mi piace pensare e perseguire un futuro che predilige l’incontro umano, la condivisione non solo virtuale, e Viola sarà la protagonista di questa storia.”
Maurizio Arduini

 

Qui di seguito qualche scatto che ritrae alcuni dei tantissimi momenti di condivisione vissuti durante questi 7 anni in Italia e all’estero. Passione, divertimento, emozioni condivise. Il mood dal quale Viola è nata, il mood che Viola continua a diffondere…

 

.. to be continued…


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