Speciali sinergie. Con Viola si vola.. insieme a Turbolenza!

 Abbiamo incontrato Daniele Fraternali di Turbolenza, la parte più spericolata del mondo Viola! 😀

Turbolenza è un progetto che nasce da una grande passione, quella per il volo umano. Un po’ come per Viola, la filosofia della realtà che si occupa di skydive, si rifà ad avanguardia, qualità, divertimento, adrenalina e il sognare… lo sviluppo di una grande passione che diventa un brand di successo e uno stile di vita. Perfetta affinità con il mondo Viola.

Ed è proprio per queste similitudini che alcuni anni fa è nata la speciale collaborazione tra Maurizio Arduini di Birra Viola e Daniele Fraternali, fondatore del mondo Turbolenza, oggi ottimi amici.

Nasce tutto sulla spiaggia del Lamparino di Cattolica, quando circa nel 2011, Daniele organizza uno dei primi eventi Turbolenza coinvolgendo la scuola di Skydive di Fano e circa 10 paracadutisti che atterranno in spiaggia creando uno straordinario ed innovativo spettacolo. Un format al quale qualche anno dopo prende parte Viola, cercata e scelta da Daniele per la sua unicità, lui stesso ci racconta:

“Desideravo come partner un prodotto figo, diverso dai soliti e Viola mi sembrava perfetta, l’ho sempre associata al TOP e Turbolenza nasce e parte dal top! Quindi si tratta di un connubio perfetto. Per l’estate 2017 abbiamo già la data (23 luglio) della prossima edizione dell’evento che chiameremo, come per gli anni precedenti e deciso insieme a Maurizio, “L’Aperitivo con il naso all’insù”. Si tratta già da qualche anno di un appuntamento unico in Europa, cresciuto esponenzialmente anno dopo anno, anche grazie al supporto di Viola, e che oggi conta la partecipazione di oltre 30 paracadutisti tra i migliori al mondo. Spettacolo senza eguali, Birra Viola, Musica e adrenalina in spiaggia…come perderselo?”.

E infatti “L’Aperitivo con il naso all’insù” non è davvero da perdere e le persone lo sanno: ogni anno il pubblico sulla spiaggia del Lamparino di Cattolica è sempre più numeroso!

Birra Viola supporta Turbolenza anche durante altri importanti eventi, come il Campionato Italiano di Paracadutismo e la Tappa Mondiale di Velocità in Caduta Libera, disciplina chiamata Speed Skydiving, rilanciata dalla scuola di paracadutismo Skydive Fano e promossa dall’International Speed Skydiving Association (ISSA): i migliori atleti provenienti da svariati paesi si sfidano in caduta libera, posizione head down – a testa in giù – fino a raggiungere oltre i 500 km orari!! Daniele Fraternali: “quale connubio migliore con lo slogan dal quale è nata Viola “ Va come una Viola!” per lo sport praticato dagli atleti più veloci al mondo non motorizzati? 🙂 “

Daniele Fraternali è presidente dell’associazione sportiva Turbolenza che ha anche un proprio marchio di abbigliamento e attrezzature per il paracadutismo, il base jumping, il parapendio e non solo: “Presso la nostra sede di Skydive Fano abbiamo allestito un’area bar completamente brandizzata Birra Viola, dunque l’aria che si respira è decisamente… Viola!”

Scopri Turbolenza, i suoi atleti, lo shop, gli eventi, le news e la sua filosofia qui: www.turbolenza.com

Maurizio Arduini insieme a Margherita Molinari di Birra Viola durante l’edizione 2014 di Un Aperitivo con il Naso all’Insu. Daniele Fraternali con Roberta Mancino, celebre atleta Turbolenza, sulla spiaggia del Lamparino. Sulla spiaggia di Cattolica anche lo speaker di Radio DeeJay VIC, amico e ospite di Viola & Turbolenza.

 

Simone Rugiati racconta il suo incontro con Viola: “Amore a prima vista”

Il 2017 ha visto inaugurata la straordinaria collaborazione tra Birra Viola e Foodloft, la Factory House di una delle star della cucina italiana e non solo, lo Chef Simone Rugiati

Nel cuore di Milano, Foodloft è una location unica in Italia che offre una struttura tecnica e una flessibilità qualificata dalla presenza di aziende e prodotti leader nei rispettivi settori. Uno spazio multifunzionale dedicato al mondo del Food & Beverage ma non solo, comprendente anche una vetrina ideale per prodotti di eccellenza, spazio per eventi, party, presentazioni, originale set televisivo e fotografico, speciale show-room… Una versatilità sinonimo di arte, cultura, preziosità divenuto un contesto straordinariamente affine al mondo Viola. Lo special event che ha sancito questa speciale sinergia è stato un vero successo: un party esclusivo proprio all’interno di Foodloft Factory House che ha visto la presenza di Vip, addetti al settore, importanti influencer.

Un momento del Party di inaugurazione con Maurizio Arduini di Birra Viola & Simone Rugiati @ Foodloft, Milano.

Lo stesso Simone, in un’intervista realizzata dalla redazione Viola, racconta come è avvenuto questo incontro e cosa lo ha colpito di Viola: “Ho incontrato Birra Viola ad una fiera, non conoscevo il brand e mi ha incuriosito immediatamente con le sue bottiglie. Sono subito andato a chiedere informazioni, è stato amore a prima vista! Ho notato da subito che il contenuto superava di gran lunga l’aspetto, già molto bello, e conoscendo poi l’azienda e i manager ho scoperto un progetto ambizioso dove la qualità del prodotto è fondamentale.”

Simone Rugiati ci suggerisce poi una ricetta che lui abbinerebbe a Viola bionda 5.6:La ricetta che consiglierei è il mio “pollo giallo lampo“, una ricetta veloce e speziata. Il metodo di fermentazione e il sapore secco di Viola Bionda lager 5.6 si sposano alla perfezione con le spezie della ricetta.

…e ci parla di come riconoscere oggi un prodotto gastronomico di qualità ed eccellenza, perché per chi non è del mestiere si tratta di scelte non affatto scontate: E’ una questione di passione, per chi fa il mio lavoro è scontato e naturale essere alla continua ricerca di prodotti e aziende di qualità, ma anche per chi è semplicemente appassionato di cucina, trovare e scoprire prodotti è molto stimolante. Andando per mercati, fiere, negozi, si possono trovare una miriade di prodotti, ci si può inoltre documentare online, infine non bisogna fare altro che provarli: scoprire un prodotto nuovo che piace è molto soddisfacente per tutti.”

Da fruitore, per Simone Rugiati, qual’è il momento migliore per gustare Birra Viola?

Il miglior momento per aprire una birra per me è a fine giornata. Durante tutto l’anno, non appena stacco dal lavoro, mi piace aprirmi una birra e tra le varie tipologie di Birra Viola per questo momento amo scegliere la Bionda 5.6.

Viola & Foodloft di Simone Rugiati: connubio carismatico e di altissima qualità che genera arte.

www.foodloft.it

LOOK, TASTE, ENJOY. Birra Viola @ Vinitaly 2017

Viola non si ferma mai. La sua eccellenza e il suo carisma continuano a conquistare.
Presente anche per quest’anno a Vinitaly, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino e delle bevande, Birra Viola brilla di luce propria e prosegue nel distinguersi per il suo stile inconfondibile divenuto oggi un vero e proprio lifestyle di successo.

Ma c’è di più: la straordinaria novità legata a questa 51esima edizione di Vinitaly che vede ampliato il mondo Viola. La versione nella bottiglia speciale da 35.5 cl sarà infatti disponibile non più solamente per bionda lager, ma anche per rossa red ale e per nuomerotre pale ale.
 Una presentazione in anteprima assoluta che promuove il nuovo modo di bere speciale: le grandi Viola da 75 cl accompagnano da ora “Lei” nel formato 35.5 cl. Un magnifico sound, tre birre uniche e irresistibili, un mood Viola che coinvolge sempre più.

Ecco un articolo pubblicato durante il Vinitaly sul Magazine La Gazzetta del Gustowww.gazzettadelgusto.it/viola

Non resta che provarle per lasciarsi inebriare da quella bellezza e dal quel gusto che danno vita alla singolare arte Viola. Look, taste, enjoy.

Intervista a Margherita , parte integrante del mondo Viola

Il suo nome è Margherita Molinari ed è una giovane influencer. Bellissima, dallo straordinario carisma e di grande successo. Il suo profilo instagram conta centinaia di migliaia di followers. Le persone che la seguono la adorano, le aziende se la contendono. Da alcuni anni è testimonial e parte integrante del mondo Viola. Le abbiamo fatto alcune domande. In questa intervista ci racconta come ha conosciuto Birra Viola e perché è stata lei a sceglierla… buona lettura!

1. Ciao Margherita, ci racconti come ti sei avvicinata a Viola ed al suo mondo?

Il mio primo incontro con Viola è avvenuto per le vie di Verona, durante il Vinitaly.
Vidi questa Enoteca, nel centro di Verona, piena di gente che si divertiva e questo attirò subito la mia attenzione.
Entrai e notai che su ogni tavolo spiccava questa bella bottiglia di vetro che conteneva birra che si distingueva da tutte le altre, proprio come un vestito su misura che esalta le caratteristiche e il fascino di chi lo indossa.
Rimasi affascinata dal suo modo di presentarsi, dai suoi colori e dal suo gusto delicato. E’ da quel momento che scoppiò l’amore, un amore che dura da ben due anni 🙂
Probabilmente la cosa che mi ha fatto avvicinare a lei ed al suo mondo è questa sua particolare passione che scaturisce, quell’energia che le ruota intorno. Viola per me è energia pura!
In quel momento ho pensato subito: voglio farla conoscere al mondo.

2. Qual’è la caratteristica di Birra Viola che ti ha colpito di più?

L’essere femmina: quel binomio di freschezza e sensualità che la rende unica.
La sua schiuma conferisce a Viola un appeal estetico che trasmette quel carattere di freschezza e vivacità che ne invoglia l’assaggio.

Margherita e Viola in Messico

3. Tu sei giovanissima ma sai già bene ciò che vuoi. Sulla base della tua esperienza, cosa ci dici in merito ai ragazzi della tua generazione… come vivono le loro scelte quando si parla di lifestyle?

I social network oggi occupano uno spazio notevole nella vita di tutti noi ragazzi. Piattaforme come Facebook e Instagram permettono di rendere nota a tutti la propria vita e permettono di comunicare in tempo reale con persone che vivono dall’altra parte del mondo.
Io in primis, da due anni a questa parte, ho iniziato un percorso lavorativo su Instagram come influencer. In pratica, attraverso Instagram, condivido il mio stile di vita, viaggi, outfit del giorno, consigli di svariato genere…
Questo ha creato una rete di contatti e visualizzazioni non da poco che mi hanno permesso, nel corso del tempo, di essere contattata da svariate aziende, di abbigliamento, settore moda e non solo, con l’obiettivo di promuovere i loro prodotti.

4. Quali ingredienti servono per essere un influencer di successo come te?

Tanta dedizione, prendere questo “mestiere” in maniera seria e professionale, inoltre è fondamentale l’empatia che CREI con i tuoi followers.
Ci tengo a sottolineare che da una parte l’uso dei social network ha portato un aumento della comunicazione, facilità nel creare relazioni e maggiori opportunità lavorative, dall’altra parte però, devo essere onesta, mi sembra che le relazioni vis a vis siano diventate più superficiali, come se le persone tendessero a confondere la realtà virtuale con la vita di tutti i giorni.
Devo dire che il lifestyle Viola, al contrario, è basato proprio sui contatti di una volta: …sedersi ad un tavolo con amici, scherzare e ridere insieme…!

5. Se dovessi far conoscere Viola a qualcuno che non ne ha mai sentito parlare, come la descriveresti?

Quando mi viene chiesto di Viola, la prima cosa che mi viene da dire è: GUARDA E ASSAGGIA

GUARDA perché la sua bottiglia racconta già una storia, ASSAGGIA perché il suo sapore, delicato ed al tempo stesso deciso, conquista.

Gustare Birra Viola è un piacere che coinvolge tutti i sensi: vista, olfatto e gusto, perché d’altronde Viola è Viva!

6. Tra Viola Bionda, Rossa e Numerotre qual’è la tua preferita?

Prediligendo sapori più delicati, trovo Viola bionda maggiormente affine al mio gusto.
OH ragazzi non perché sia Bionda eh!!! 😉

7. …il contesto migliore invece per gustarla?

Viola per me è perfetta in ogni occasione, di certo ogni qual volta che ritieni che quella situazione sia per te un evento importante.
Io amo gustarla particolarmente in occasioni di festa, dove ci si incontra e si festeggia insieme, perché Viola ci permette proprio di condividere la gioia di quel momento.. ed il motivo è che Viola è energia!

Nel giorno del cuore, una dedica speciale

Viola è una birra nata da passione, amore e creatività.
Viola come sinonimo di eccellenza, viola che nasce da un passato che non si dimentica, viola il fiore, viola in musica, viola il colore ottenuto dal rosso e dal blu passando per l’arancione, viola, affascinante nome di donna.

Ed è proprio una donna che vorremmo ringraziare, il suo nome è Paola Amati e lei, con la grazia propria di un estro tutto femminile, si è inventata il ‘cuore sole‘ divenuto poi simbolo di Viola numerotre 6.9. Un gesto, una spinta d’animo che si fa arte e che, proprio come per Birra Viola, genera qualcosa destinato ad un proprio percorso, semplicemente prendendo dalla nostra terra, dal sole, dall’orzo… portando avanti ciò che si ama ed innamorandosi di ciò che si fa.. poi se si sbaglia, non importa, avremo comunque creato qualcosa di vero e passionale! Vivere fino in fondo il momento, cogliere l’attimo, sempre! ..come quando gustiamo Birra Viola. Grazie Paola!

Ecco chi è Paola Amati…

Dipingo da sempre, fin da piccolissima. Amo dipingere più di ogni altra cosa. Non ho avuto modo per una serie di motivi di iscrivermi ad Accademia di Belle Arti come avrei desiderato fare. Sono un’artista autodidatta. Sento la profonda esigenza di dipingere per trasmettere sulla tela la bellezza e l’intensità che vedo e che poi interiorizzo: sento che mi esplodono nel petto e la pittura è il mio mezzo per manifestarle. Per me dipingere è un’esplosione interiore. A 23 anni ho aperto un laboratorio di decorazione realizzando stencil, trompe l’oeil e pittura su stoffa. Come autodidatta avevo studiato le tecniche pittoriche su alcuni manuali.

Fin da subito ebbi un ottimo riscontro e molte commissioni. Fui notata da una collaboratrice dell’ufficio stile di Moschino e realizzai per loro molti disegni utilizzati poi per le stampe sugli abiti della linea Moschino.

Da lì per passaparola mi contattò l’ufficio stile di Rifat Ozbek e per la linea Ultra Ozbek realizzai capi dipinti a mano. Uno in particolare ebbe molto successo durante la sfilata A/I 2000/2001. Era una maglia dipinta a mano con un unico disegno fronte/retro tecnica mista aerografo e pennello. Rappresentava un’odalisca su una scalinata dentro un palazzo ottomano. Fu un capo a tiratura limitata (ne replicai 3). Quando la giornalista di Vogue Anna Piaggi vide la maglia in sfilata ne volle una realizzata apposta su misura per lei e la foto della maglia ebbe l’onore di occupare una pagina intera di Vogue Italia ottobre 2000. Siccome la pittura sulla stoffa era molto leggera avevo il terrore che non tenesse i lavaggi, perciò il giorno che Ozbek mi chiese di incontrarlo perché mi voleva parlare ebbi il timore che volesse lamentare qualche inefficienza. Non lo avevo mai visto fino a quel momento. Rimasi sbalordita quando scoprì che voleva complimentarsi personalmente per il mio talento. Fu un’emozione grandissima per me che non dimenticherò mai. All’epoca lui era uno stilista molto affermato, un vero personaggio della moda internazionale.

Un paio di anni dopo chiusi la mia attività perchè volevo dedicarmi alla pittura ad olio e la pittura rispetto alla decorazione è tutto un altro mondo, ed è il mio mondo: quello attraverso il quale mi posso esprimere al massimo. Ora sto seguendo lezioni di pittura sotto la guida del maestro d’arte e noto pittore riminese Davide Frisoni. Grazie a lui sto riuscendo finalmente a far uscire quello che sento dentro direttamente su tela. Al momento sto esplorando come soggetto il ritratto e preparando una serie di tele per una prossima mostra.

Le opere che sto realizzando ora hanno un effetto volutamente materico per accentuare l’intensità del soggetto ritratto.

Il cuore realizzato per birra Viola ha infatti un effetto pittorico: è il tratto del pennello nel disegnare un cuore. Ogni tratto è unico e irripetibile ed è la sintesi di un sentire interiore. Mi ha ispirato l’amore e la passione che ha animato la realizzazione di una birra molto speciale appunto “pensata” con il cuore.

Viola scende in campo in A1 con Blu Volley Verona

Birra Viola ama lo sport e certamente lo spirito di squadra, per questo ha deciso di sostenere, divenendone sponsor, la squadra Blu Volley Verona, società pallavolistica maschile italiana che gioca in A1 con sede nella splendida Verona. Una squadra in costante crescita che nella stagione 2014-15, dopo il quinto posto in regular season e l’uscita ai quarti di finale nei play-off scudetto, si qualifica per la prima volta per una competizione europea, la Challenge Cup 2015-16, riuscendo a vincere il torneo battendo in finale, sia nella gara di andata che in quella di ritorno per 3-2, la squadra russa del Volejbol’nyj Klub Fakel. Passione, conquista, crescita, talento e divertimento, fattori in perfetta armonia con lo stile ed il percorso di Viola.

Dunque forza Blu Volley Verona!! Viola è con voi. www.bluvolleyverona.it

Viola & Bertone Design: un binomio vincente

Viola ha scelto la creatività di Bertone Design.

La collaborazione con lo storico brand del design italiano ha già avuto un esordio di successo durante la scorsa edizione del Fuori Salone, con VIOLA come main sponsor per l’anteprima mondiale della nuova collezione di sedie “Spoiler Chair”.

Oggi Birra Viola ha affidato a Bertone Design la realizzazione del packaging delle nuove confezioni regalo e dello speciale porta ghiaccio. Il principio ispiratore del concept creativo è stato quello di esaltare il marchio puntando ad una immediata ed elegante riconoscibilità.

La “V” costituisce l’asse portante del packaging. È incorporata nella parte strutturale del coperchio, incisa in rilievo per dare una piacevole sensazione tattile e contribuire, col movimento di chiusura, a dare anche l’indicazione di una freccia che guida al lifestyle unico e inimitabile di Viola.

Stessa impostazione innovativa per il classico portaghiaccio, rivisitato in chiave dinamica e funzionale. È infatti sorretto da una struttura a due “V” arancioni che hanno il valore simbolico di un abbraccio, a rimarcare l’amore e la passione che dedichiamo ogni giorno alla produzione della nostra birra.

www.bertonedesign.it

 

Viola Sale in Cattedra in Cina!

In occasione della prima settimana della Cucina Italiana nel Mondo, Viola è stata protagonista di una Masterclass presso l’Università di Enologia più famosa e riconosciuta in Cina, la North West Agriculture and Forestry University.

Un’esperienza favolosa! Ecco alcuni scatti delle lezioni tenute dai Professori Alessio Fortunato e Denise Cosentino.

Shanghai & Art In The City… with Viola

Art In The City è l’innovativo progetto nato a Shanghai nel 2014 volto a dar luce alle nuove correnti artistiche cinesi attraverso incursioni, eventi, appening, mostre e show dislocati nella città, portando l’arte vicina ed in mezzo alle persone. Birra Viola è stata felice di far parte dell’iniziativa, lei per prima sensibile e sostenitrice di quel senso di bellezza che arriva alle persone rendendo i loro momenti, la loro quotidianità, la loro vita, migliore! Già da tempo scelta da molti locali e realtà di Shanghai, Birra Viola è ormai perfettamente integrata nella bellissima città cinese. Con Art In The City, Shanghai diventa un epicentro artistico-culturale, grazie anche al suo sistema in continua evoluzione fatto di musei, fondazioni, gallerie d’arte, e iniziative culturali. Una piattaforma integrata e in interazione con tutti i cittadini, a disposizione di tutti coloro che si sentono incuriositi da creatività ed innovazione.
Si tratta di un Festival in crescita, che viene proposto ogni anno. Vero e proprio lifestyle, in perfetto stile Viola.

http://artinthecity.cn

La normalità della follia

Una mostra fotografica intensa, che scava su luoghi dimenticati, case di accadimenti da non poter dimenticare:
– L’EX-SANATORIO DI MONTECATONE (1936-1990)
– DACHAU 1933-1945 – ARBEIT MACHT FREI

Viola ha sostenuto l’iniziativa.

Offesa al pudore, costrizione alla nudità, sovraffollamento, tortura, offesa, sperimentazione, umiliazione e spersonalizzazione, sono gli elementi che accomunano i luoghi.

L’orrore e la solitudine di sentirsi diversi e di non essere compresi; di essere diversi e di non essere accettati dalla società e dalle sue regole.
Il dolore e le grida delle persone che hanno soggiornato nelle strutture sono ancora percepibili attraverso l’energia restata tra le mura di codesti edifici, l’uno sottoposto al degrado del tempo e all’incuria, non accessibile al pubblico, l’altro, invece, visitabile, un luogo di commemorazione ed anche di apprendimento Memoriale di ciò che può causare l’influenza della mente. La mente è uno strumento molto potente quando è al servizio dell’essere umano, perché gli permette di creare e di fare grandi progetti, ma quando l’uomo si lascia usare dalla mente, la sua condizione diventa folle e patologica e ne diventa schiavo.

L’ex-sanatorio di Montecatone si trova a circa 5 km da Imola al centro di un grande parco. Fu costruito intorno agli anni ‘30 da Benito Mussolini per curare i malati di tubercolosi in un periodo nel quale il rischio di epidemia era elevato. Era costituito da tre Padiglioni: uno per i soldati, uno per gli uomini ed uno per le donne. Con gli anni cadde in disuso e venne in parte abbandonato. L’unico padiglione che ha resistito, fino ad oggi, ospita pazienti con lesioni alla spina dorsale. Le foto mostrano ciò che ne è del Padiglione “Paolini” ovvero di quella struttura che negli anni divenne il manicomio. Il degrado della struttura, chiusa nel 1990, è ben visibile: vecchie cartelle cliniche, flaconi di medicinali, letti e barelle, piatti sparsi sul pavimento.

Il Campo di concentramento di Dachau si trova a circa 16 km da Monaco di Baviera. Fu il primo campo di concentramento e fu costruito, su iniziativa di Heinri- ch Himmler, su una ex fabbrica di munizioni in disuso della prima guerra mondiale nel 1933. Servì da modello a tutti i campi di concentramento che ne seguirono, fu la scuola delle SS. Il motto con cui venivano istruiti i generali tedeschi era: “senza alcuna pietà, la tolleranza è sinonimo di debolezza”.

Il campo era in grado di ospitare circa 6000 detenuti. All’inizio i detenuti erano costretti ad un duro lavoro per il completamento del campo e dei lavori stradali intorno allo stesso, poi subirono la pena del “lager”.

I primi prigionieri furono politici, poi si aggiunsero i diversi che davano fastidio al sistema o costituivano una vergogna per la famiglia d’origine.

In entrambi solitudine e dolore, lacerazione dell’essere e indifferenza del mondo fuori, disperazione.
Un mondo dell’ego che è il rovescio del mondo d’Amore. Non giudichiamo, tornando indietro e rievocando, ma chiediamo insieme perdono.

Per liberarci dalla paura, è necessario farsi ricercatori d’Amore e non di colpe, farsi portatori di un nuovo pensiero che riconosce la supremazia della Luce al buio della mente.

Che l’Amore vinca il dolore!

Fotografie di Andrea Severi e Mirko Borghesi
Testi di Manuela Arrigoni